AURELIO

Aurelio Stanzione era nato a Tripoli dove il padre, sott'ufficiale della Regia Marina Militare Italiana, prestava servizio in Africa. Era, il papà, di origine napoletana, la mamma invece era di origine austro ungarica, esule di Pola a seguito delle tristemente note vicende della seconda guerra mondiale.

Ha vissuto a lungo a Milano, sempre con la nostalgia della sua patria, facendo una brillante carriera, viste le sue capacità e le sue doti umane, in multinazionali del caucciù come Pirelli, Michelin, Goodyear e Continental.
Aurelio era impegnato in prima fila politicamente nella sua città di adozione - Legnano - e tutti lo ricordano per il coraggio delle sue idee, per la sua lealtà e per la sua coerenza di pensiero e di azione, tanto forte e sincera da sfiorare a volte l'autolesionismo, come ha detto qualcuno al suo funerale, a cui hanno partecipato tutte le personalità cittadine che lo hanno conosciuto e stimato.

Per noi Amici del Monumentale Aurelio, uno dei 13 fondatori presenti a quella "tavola rotonda" del 27 marzo 2013, è stato sempre un riferimento importante (anche perché l'idea dell'associazione è stata sua!!!) e per me in particolare è stato anche un vero affetto e non solo perché era il marito di Lalla, mia adorata amica.

Sprizzava intelligenza, ironia e nobiltà d'animo da tutti i pori.
Aveva modi eleganti e sobri, da gentiluomo di campagna d'altri tempi. E elegante e sobrio lo era anche nel vestire. Scarpe inglesi, camicie botton down, pantaloni di velluto, gilet di lana, cravatte scozzesi.
Parlare con lui era un piacere e un onore. Essere ascoltata da lui un onore ancora più grande.
La malattia, lunghissima e debilitante, l'aveva stancato ma non certo sconfitto.
Il giorno prima della sua scomparsa volantinava in piazza per il "suo" sindaco.

E quando io e Lalla siamo partite per andare a piedi a Santiago, mi ha preso da parte e mi ha detto....guarda che potrebbe scoraggiarsi, stalle vicino. E così ho fatto per 765 chilometri.
Al nostro ritorno l'abbiamo trovato all'areoporto con una rosa chiara per ognuna di noi...


A lui si addice l'epigrafe che, al Monumentale, è scritta sul monumento di Lelio Basso, un "grande" che lui certamente stimava...

"Non fu di quelle anime tristi dove muore la gioia a poco a poco..."
 
Carla De Bernardi




OLGA
Socia fondatrice, membro del Direttivo ed instancabile volontaria dell'Associazione,
Olga Tosi è partita per un viaggio in un paese sconosciuto e misterioso dove un giorno la ritroveremo.
Forte d'animo e di carattere, curiosa, colta, amante dei libri, della musica e della vita.
Una persona sincera, leale, assertiva e attendibile. Alla prossima, Olga!
 


Una persona non può scegliere come andarsene, il caso, la fatalità, il destino, chi lo sa...
Una persona però può scegliere come restare…
Olga, Olguzza...ha scelto di restare in diversi modi.
In una scatola di latta nata per le caramelle e diventata posacenere,
Nelle tazzine spaiate del caffè,
Nella trippa, oppure la pasta e fagioli e che dire della caseoula, polenta e bruscitti.
Nelle cene sempre e rigorosamente in 13, perché chi se ne frega delle superstizioni!
Nello sfogliare un libro,
Nel guardare un film,
Nello stappare una bottiglia di prosecco,
Ogni volta che incroceremo un cimitero non potrà non essere presente,
data la sua stravagante passione...
Sono certa che mia madre ha scelto di restare con ognuno di noi attraverso un oggetto,
una frase, una canzone... sta a noi riconoscerla.
Seguiva tenacemente le sue passioni, le sue convinzioni, coltivava la sua sete di sapere
Olga era una combattente, tenace, fragile, ma c’era sempre e ci sarà sempre.
Non era perfetta, chiariamo, aveva difetti come tutti, chi non ha discusso con lei
per guidare la macchina o per la scelta di una strada...anche con il Tom Tom
aveva un conto aperto.
Era una donna piccola ma molto ingombrante, presente direi.
Ecco, questa è la definizione più azzeccata...se proprio si vuole definirla.

                                                                         Letizia Verri